
Agrofarmaci: come ridurre il rischio di sanzioni

Prodotti fitosanitari revocati in magazzino: cosa deve fare l’azienda agricola
Non utilizzare in campo un prodotto revocato non è sufficiente: una volta terminato il periodo consentito, occorre gestirlo correttamente come rifiuto
Nei magazzini delle aziende agricole possono rimanere confezioni di prodotti fitosanitari acquistate regolarmente ma non completamente utilizzate.
Nel frattempo, però, l’autorizzazione del prodotto potrebbe essere stata revocata. In questi casi è importante controllare non soltanto se il prodotto sia ancora autorizzato, ma anche la data entro la quale le scorte devono essere smaltite.
Dimenticare una confezione in magazzino, infatti, non mette l’azienda al riparo da contestazioni solo perché quel prodotto non viene utilizzato.

Cosa succede quando un prodotto viene revocato
La revoca di un prodotto fitosanitario non comporta sempre il divieto immediato di utilizzarlo.
Il provvedimento può prevedere un periodo di tempo durante il quale è ancora possibile vendere o impiegare le scorte già presenti in magazzino. Le date possono essere diverse per la commercializzazione e per l’utilizzo da parte dell’agricoltore.
Per capire meglio, immaginiamo che un prodotto venga revocato nel 2025 e che il suo ultimo impiego sia consentito fino al 30 giugno 2026.
Fino a quella data l’agricoltore può utilizzarlo, naturalmente rispettando le indicazioni riportate in etichetta. Dal 1° luglio 2026, invece, il prodotto non può più essere distribuito in campo.
L’impiego oltre il termine stabilito può comportare una sanzione amministrativa compresa tra mille e 10mila euro.
Il prodotto rimasto in magazzino diventa un rifiuto
Che cosa accade se l’agricoltore non utilizza più il prodotto, ma lascia le confezioni in magazzino?
È qui che cambia il punto di vista.
Una volta terminato il periodo di utilizzo, se il prodotto non può più essere impiegato e deve essere eliminato, non può quindi continuare a essere considerato una normale scorta aziendale.
Diventa un rifiuto speciale pericoloso e deve essere gestito secondo la normativa ambientale.
Non è quindi corretto conservare per anni le confezioni aspettando semplicemente l’occasione per smaltirle.
L’azienda deve poter dimostrare di avere individuato il prodotto non più utilizzabile, di averlo separato dalle scorte ancora impiegabili e di averne organizzato il conferimento attraverso i canali previsti.
Quando una confezione diventa un rifiuto?
La sola revoca non trasforma necessariamente il prodotto in un rifiuto.
Durante il periodo di tolleranza, infatti, le scorte possono essere ancora utilizzate, purché siano rispettate le condizioni stabilite dal relativo provvedimento.
Il passaggio avviene quando:
- è terminato il periodo consentito per l’impiego;
- il prodotto non può più essere utilizzato legalmente;
Da quel momento la confezione deve essere trattata come un rifiuto e non più come un prodotto disponibile nel magazzino aziendale.
Perché oggi l’attenzione è maggiore
Il Decreto Legislativo 81/2026, entrato in vigore il 2 giugno 2026, ha rafforzato il quadro relativo alla tutela penale dell’ambiente.
Il decreto non cambia direttamente le regole per l’autorizzazione o la revoca dei prodotti fitosanitari. Rende però ancora più importante distinguere correttamente tra una scorta utilizzabile e un rifiuto pericoloso da smaltire.
La semplice presenza di una vecchia confezione non determina automaticamente una responsabilità penale. Le conseguenze dipendono dal comportamento concreto dell’azienda, dalle quantità presenti e dalle modalità con cui il materiale è stato conservato e gestito.
Il rischio aumenta, però, quando il deposito si prolunga nel tempo senza una corretta classificazione, separazione e destinazione allo smaltimento.
Cosa dovrebbe fare l’azienda agricola
La prima regola è controllare periodicamente il magazzino, senza aspettare un’ispezione.
Per ogni prodotto è opportuno verificare:
- lo stato dell’autorizzazione;
- l’eventuale provvedimento di revoca;
- l’ultima data consentita per l’impiego;
- le condizioni delle confezioni;
- la quantità ancora presente.
I prodotti non più utilizzabili devono essere separati chiaramente da quelli ancora autorizzati e affidati a soggetti abilitati alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti agricoli.
È inoltre importante conservare la documentazione relativa al conferimento. In caso di controllo, infatti, non basta dichiarare di non avere utilizzato il prodotto: occorre poter dimostrare di averlo gestito correttamente.
QdC® ha già introdotto un nuovo controllo sul magazzino
Le novità normative richiedono alle aziende agricole di prestare ancora più attenzione ai prodotti fitosanitari presenti in magazzino, soprattutto quando non possono più essere utilizzati e devono essere gestiti come rifiuti.
Per aiutare gli utilizzatori ad individuare queste situazioni, QdC® – Quaderno di Campagna® ha introdotto un nuovo controllo automatico dedicato ai prodotti revocati presenti nelle giacenze di magazzino.
L’aggiornamento è stato realizzato in tempi particolarmente rapidi: il Decreto Legislativo 81/2026 è entrato in vigore a giugno, alla fine di Luglio QdC® era in grado di effettuare questa verifica.
Il sistema segnala la presenza di prodotti per i quali è terminato il periodo consentito per l’impiego, permettendo all’azienda di individuarli prima che una confezione dimenticata possa trasformarsi in una criticità.
In questo modo non è necessario controllare manualmente, uno per uno, tutti i prodotti presenti in magazzino. QdC® - Quaderno di Campagna® confronta le giacenze aziendali con le informazioni aggiornate della banca dati e richiama l’attenzione sui formulati che richiedono una verifica.
Il controllo non sostituisce gli adempimenti previsti per la corretta gestione e lo smaltimento dei rifiuti, ma consente di intervenire per tempo e di mantenere il magazzino conforme alla normativa.