
QDCA e interoperabilità: il valore dei dati per costruire ecosistemi agricoli intelligenti

Come comunicare l’innovazione in agricoltura
Tra chi produce innovazione e chi la vuole utilizzare c’è un passaggio fondamentale: una corretta comunicazione tecnica, autorevole e non mediata.
L’innovazione in agricoltura non è mai stata così veloce come oggi.
Nuove varietà vegetali, prodotti fitosanitari e fertilizzanti sempre più sostenibili, sistemi di supporto alle decisioni, sensori, immagini satellitari, intelligenza artificiale, robotica, sistemi di monitoraggio, banche dati, interoperabilità, registri digitali e nuove normative europee stanno cambiando profondamente il modo di fare agricoltura.
Ogni anno il settore agricolo produce una quantità enorme di innovazione. Il problema, però, non è produrla. Il vero problema è farla conoscere nel modo corretto a chi la vede applicare in campo. L’innovazione genera valore soltanto quando viene compresa, applicata e trasformata in scelte operative.
Per questo motivo agricoltori, consulenti, tecnici di campo, rivenditori di mezzi tecnici, contoterzisti e tutti gli operatori della filiera hanno bisogno di un aggiornamento continuo. Non basta sapere che esiste una nuova soluzione: occorre comprenderne il funzionamento, i vantaggi, i limiti, le corrette modalità di utilizzo e le condizioni nelle quali può esprimere tutto il proprio potenziale.
Dietro ogni innovazione esiste un enorme lavoro di ricerca.
Università, centri di ricerca, enti sperimentali, aziende produttrici, startup innovative, ricercatori e tecnici dedicano anni allo sviluppo di nuove soluzioni. Sono loro che conoscono realmente l’innovazione, perché l’hanno ideata, sperimentata, validata e portata sul mercato.
Eppure, molto spesso, queste conoscenze non arrivano direttamente agli utilizzatori finali.
L’informazione viene frequentemente filtrata attraverso passaggi intermedi che svolgono un ruolo importante nella filiera, ma che non sempre dispongono del tempo, delle competenze o degli strumenti necessari per trasferire tutta la complessità tecnica che accompagna una nuova tecnologia. In alcuni casi prevalgono inevitabilmente logiche commerciali che rischiano di mettere in secondo piano il valore della conoscenza.
È proprio qui che la comunicazione tecnico-scientifica assume un ruolo strategico.
L’innovazione ha bisogno di essere raccontata da chi la conosce davvero.
Chi sviluppa una nuova tecnologia, chi conduce una sperimentazione, chi pubblica una ricerca, chi realizza una banca dati o progetta un nuovo servizio digitale deve poter dialogare direttamente con chi quell’innovazione dovrà utilizzarla ogni giorno in azienda.
In altre parole, bisogna ridurre la distanza tra chi genera conoscenza e chi deve trasformarla in decisioni.
Il ruolo di Image Line nel “comunicare l’innovazione”
È questa la filosofia che ha accompagnato Image Line fin dalla sua fondazione, il 15 aprile 1988. Da allora lavoriamo affinché la conoscenza possa arrivare senza inutili mediazioni a chi opera ogni giorno in agricoltura.
Con AgroNotizie® abbiamo costruito uno spazio di informazione tecnica indipendente nel quale ricercatori, università, enti pubblici, aziende, professionisti e operatori possono raccontare direttamente innovazioni, risultati della ricerca, nuove normative e buone pratiche.
Non facciamo semplicemente informazione; costruiamo un collegamento continuo tra chi produce innovazione e chi deve utilizzarla.
Per questo motivo la missione di Image Line® è rimasta la stessa dal 15 aprile 1988: dare voce a chi sa, per comunicare direttamente a chi deve sapere.
Perché la conoscenza non dovrebbe essere mediata da interpretazioni o interessi che ne riducono il valore. Dovrebbe essere trasferita nella sua forma più autentica, verificata e comprensibile, affinché possa trasformarsi in competenza.
Sono convinto che il futuro dell’agricoltura dipenderà sempre più dalla capacità di innovare. Ma sono altrettanto convinto che una buona comunicazione dell’innovazione vale quanto l’innovazione stessa.
Possiamo inventare la migliore varietà vegetale, il prodotto fitosanitario più sostenibile, il fertilizzante più efficiente o il software più evoluto. Ma se chi dovrà utilizzarli non ne comprende le caratteristiche, le modalità d’impiego o le reali potenzialità, quell’innovazione rischia di non produrre alcun beneficio.
L’innovazione crea valore solo quando viene utilizzata nel modo corretto. E il primo passo per utilizzarla bene è conoscerla bene.
Per questo continueremo a fare ciò che facciamo dal 1988: mettere in contatto, senza inutili mediazioni, chi genera conoscenza con chi quella conoscenza deve trasformarla in decisioni, lavoro e futuro.
Perché l’innovazione non cambia l’agricoltura quando viene inventata… la cambia solo quando viene capita, condivisa e applicata.