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Fieragricola 2026 – FULL INNOVATION

L’agricoltura italiana è, probabilmente, la più complessa e biodiversa al mondo.
Oltre 350 specie agrarie coltivate, una straordinaria variabilità pedoclimatica distribuita su 20 regioni, migliaia di denominazioni e sistemi produttivi differenti convivono nello stesso Paese.
A questa ricchezza biologica e territoriale si affianca una pluralità di modelli agronomici: agricoltura integrata, SQNPI, biologica, biodinamica, rigenerativa, fino alle molte declinazioni locali che rendono unico ogni contesto produttivo.
Questa complessità è un valore distintivo, ma rappresenta anche una sfida enorme quando si parla di digitalizzazione.
L’agricoltura genera oggi una quantità crescente di dati: dal fascicolo aziendale alle macchine connesse, dai registri di campagna ai sistemi di certificazione, dai sensori in campo alle immagini satellitari. Tuttavia, questi dati sono spesso raccolti tramite applicazioni e piattaforme che non dialogano tra loro, creando silos informativi che costringono le aziende agricole, i tecnici e le amministrazioni a duplicare inserimenti, verifiche e controlli.
Il risultato è una digitalizzazione frammentata, costosa e poco efficace, che rischia di aumentare la burocrazia invece di ridurla. È qui che entra in gioco un concetto chiave, spesso evocato ma non sempre compreso fino in fondo: l’interoperabilità.
Per interoperabilità si intende la capacità di sistemi diversi di scambiarsi dati e interpretarli correttamente, mantenendone significato, qualità e affidabilità. Non riguarda solo gli aspetti tecnici (formati e protocolli), ma anche quelli semantici – cioè il significato condiviso delle informazioni – e organizzativi, legati a regole, responsabilità e governance dei dati. Senza interoperabilità, ogni dato resta confinato nel sistema che lo ha generato; con l’interoperabilità, invece, il dato diventa un’infrastruttura condivisa lungo tutta la filiera.
In agricoltura questo significa controlli PAC più efficienti, certificazioni digitali credibili, servizi realmente utili per le imprese e, soprattutto, basi solide per applicazioni avanzate di intelligenza artificiale, che possono crescere solo se alimentate da dati coerenti, confrontabili e riutilizzabili. In altre parole, l’interoperabilità è la condizione abilitante per trasformare la complessità agricola italiana da limite a vantaggio competitivo.
Per approfondire questi temi, AgroNotizie, Accademia dei Georgofili e Veronafiere organizzano a Fieragricola 2026 un ciclo di quattro convegni dedicati a interoperabilità e digitalizzazione in agricoltura.
Gli incontri affronteranno:
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il ruolo dell’interoperabilità nello sviluppo dell’intelligenza artificiale
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l’esperienza italiana in ambito PAC con il Piano Colturale Grafico e i registri digitali di campagna
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l’integrazione dei dati di biologico e SQNPI nel fascicolo aziendale
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una panoramica delle soluzioni digitali oggi disponibili sul mercato e presenti in Fieragricola
Un percorso pensato non come esercizio teorico, ma come luogo di confronto operativo tra istituzioni, mondo accademico, imprese e fornitori di soluzioni digitali.
Perché l’interoperabilità non si costruisce solo con le regole, ma soprattutto facendo dialogare sistemi, persone e competenze, con l’obiettivo di rendere la digitalizzazione uno strumento concreto di semplificazione, sostenibilità e valore per l’agricoltura italiana.