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I mezzi tecnici per l'agricoltura: non solo agrofarmaci e concimi
Otto anni di lavoro per costruire una classificazione funzionale e una tassonomia

Quando si parla di mezzi tecnici per l'agricoltura, il pensiero corre quasi automaticamente a due grandi famiglie: i concimi, utilizzati per nutrire le colture, e gli agrofarmaci, impiegati per proteggerle dalle avversità. In realtà, ciò che oggi può essere utilizzato dall'agricoltore per gestire una coltura costituisce un universo molto più ampio e articolato.
È proprio da questa considerazione che, nel 2018, Ivano Valmori, CEO di Image Line®, ha iniziato un lavoro di classificazione che negli anni è stato progressivamente aggiornato e affinato, fino all'attuale versione 12 del 2026, destinata naturalmente a evolvere con l'agricoltura, la tecnica e la normativa.
Accanto a sementi, fertilizzanti e prodotti fitosanitari troviamo infatti ammendanti, correttivi, substrati, reflui, biostimolanti, corroboranti, preparati biodinamici, impollinatori, organismi ausiliari, microrganismi, sostanze di base, semiochimici, fitoregolatori, coadiuvanti, presidi medico-chirurgici e biocidi.
Prodotti e organismi profondamente differenti per natura, funzione, disciplina normativa e modalità di impiego, ma accomunati dal fatto di poter concorrere a migliorare la gestione tecnica dell'attività agricola.

Dalla lista alla classificazione per “Ambiti”
Il primo problema è stato quindi superare una semplice elencazione di prodotti e costruire una classificazione capace di rappresentarne la funzione all'interno del sistema agricolo.
Sono stati individuati quattro grandi Ambiti: Genetica, Suolo-Nutrizione, Fisiologia e Controllo-Difesa.
La Genetica comprende il materiale vegetale dal quale prende origine la coltivazione.
Suolo-Nutrizione raccoglie i mezzi destinati alla gestione del terreno e della nutrizione delle piante.
La Fisiologia comprende i mezzi che intervengono sui processi della pianta, sulla risposta agli stress e sull'impollinazione.
Controllo-Difesa riunisce invece i mezzi utilizzati per il biocontrollo, la difesa delle colture e la protezione dagli organismi nocivi.
Questa suddivisione permette già di osservare i mezzi tecnici non sulla base della loro origine commerciale, ma rispetto al ruolo che svolgono nel processo produttivo agricolo.
Dagli “Ambiti” ai “Gruppi” e ai “Sottogruppi”
Quattro “Ambiti” non sono però sufficienti a rappresentare la complessità esistente. Per questo sono stati introdotti due ulteriori livelli gerarchici: “Gruppi” e “Sottogruppi”.
Suolo-Nutrizione, ad esempio, viene articolato in Gestione del suolo, Reflui e Nutrizione; Controllo-Difesa distingue Prodotti per il biocontrollo, Prodotti per la difesa e Prodotti per la protezione non agrofarmaci.
È poi il Sottogruppo a identificare concretamente le diverse famiglie: Correttivi, Ammendanti, Concimi minerali, organici e organo-minerali, Biostimolanti, Corroboranti, Impollinatori, Ausiliari, Microrganismi, Biochimici, Sostanze di base, Agrofarmaci, Coadiuvanti, PMC e Biocidi.
La struttura gerarchica Ambito → Gruppo → Sottogruppo consente così di passare progressivamente dalla funzione generale alla specifica categoria di mezzo tecnico.
Non basta sapere cos'è: occorre spiegare cosa fa
Uno degli aspetti più importanti del lavoro è stato associare a ogni Sottogruppo una descrizione sintetica del “Cosa fa”.
La distinzione è tutt'altro che formale. Un concime minerale nutre attraverso l'apporto di elementi minerali; un biostimolante stimola i processi nutrizionali della pianta migliorando, ad esempio, l'efficienza d'uso dei nutrienti o la tolleranza agli stress abiotici; un corroborante potenzia la resistenza della pianta nei confronti degli organismi nocivi e la protegge da danni non provocati da parassiti; un ausiliare parassitizza o si nutre degli organismi nocivi.
Anche categorie apparentemente vicine possono quindi avere funzioni agronomiche profondamente differenti. Descrivere ciò che fanno aiuta a evitare sovrapposizioni e, soprattutto, a comprendere perché vengono utilizzate.
Due livelli normativi: Italia ed Europa
La classificazione non poteva prescindere dalla normativa.
Per ogni Sottogruppo sono stati quindi individuati, ove esistenti, i principali riferimenti della normativa italiana e della normativa europea.
È un passaggio particolarmente significativo perché il quadro regolatorio dei mezzi tecnici non è unitario. I fertilizzanti fanno riferimento, tra l'altro, al D.Lgs. 75/2010 e al Regolamento (UE) 2019/1009; i prodotti fitosanitari al D.P.R. 290/2001 e al Regolamento (CE) 1107/2009; i biocidi al Regolamento (UE) 528/2012. Altre categorie hanno discipline proprie, mentre per alcune non esiste un equivalente riferimento generale nazionale o comunitario.
La doppia lettura permette quindi di evidenziare anche un elemento spesso sottovalutato: la classificazione agronomica e quella normativa non sempre coincidono.
Dalla funzione all'obiettivo agronomico
L'ultimo livello considerato è quello dell'Obiettivo agronomico / Target.
La domanda non è più “che cosa fa questo mezzo?”, ma “per quale obiettivo viene utilizzato o verso quale bersaglio è indirizzato?”
Per un concime si parlerà quindi di fabbisogni nutrizionali; per un biostimolante di efficienza d'uso dei nutrienti, stress abiotici, caratteristiche qualitative o disponibilità dei nutrienti; per un impollinatore di impollinazione, fecondazione e allegagione; per un erbicida di erbe infestanti; per un mezzo di biocontrollo degli specifici organismi bersaglio.
È forse questo il passaggio che meglio racconta l'evoluzione del lavoro iniziato nel 2018. Classificare un mezzo tecnico non significa soltanto attribuirgli un nome o inserirlo in una categoria merceologica; significa descriverne natura, funzione, quadro normativo e obiettivo agronomico.
Ed è una necessità destinata a diventare sempre più importante. L'agricoltura digitale, i quaderni di campagna elettronici, l'interoperabilità tra banche dati e macchine e la distribuzione sempre più precisa degli input richiedono infatti che ciò che viene utilizzato in campo sia descritto attraverso informazioni strutturate, condivise e comprensibili dalle persone, ma anche dai sistemi informatici.
La classificazione iniziata nel 2018 nasceva per mettere ordine nella complessità dei mezzi tecnici. Nel 2026 quella stessa classificazione può diventare la base per trasformare il mezzo tecnico in un dato agronomico strutturato.
E in Image Line® queste strutture dati non rappresentano soltanto un esercizio di classificazione: le utilizziamo quotidianamente per alimentare le banche dati alla base di Fitogest®, Fertilgest® e Plantgest® e per i controlli effettuati dal QdC - Quaderno di Campagna® sulle informazioni relative alle attività svolte in campo.
Perché, nell'agricoltura digitale, prima di poter scambiare un dato occorre essere certi di aver definito esattamente che cosa quel dato rappresenta.